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 ClubIN ha raggiunto un accordo con la Mind The Bridge Foundation di San Francisco (mindthebridge.org) per cui i propri soci hanno il diritto di accedere al nuovissimo Executive Entrepreneurship Program a condizione estremamente vantaggiose.

Informazioni su Mind The Bridge e sul programma si trovano nella locandina allegata

MTB-Exec-School-ENG_042613-rel3

Il programma, della durata di due settimane, non ha date pianificate: al raggiungimento di un numero di partecipanti tra 8 e 12 si concordano con Mind The Bridge le modalità di erogazione. Potrebbe quindi essere interessante stimolare la nascita di gruppi locali di imprenditori o professionisti interessati nel partecipare.

Per la prima edizione è già stato identificato un Ambassador, Paolo Raineri che molti hanno avuto il piacere di conoscere durante l’ultima Assemblea ClubIN in cui è stato presentato il progetto. Per il futuro, non si esclude che altri Ambassador possano essere scelti da chi parteciperà!

Per maggiori informazioni e adesioni è possibile contattare direttamente il Coordinatore Federale ClubIN Stefano Tazzi (stefano.tazzi@tin.it – 335 5646772) che ha recentemente concluso un’esperienza con un percorso differente sempre comunque presso la Mind The Bridge Foundation e di cui dà pubblicamente conto in questo articolo: http://www.issuu.com/cii-pavia/docs/n08_2013-05_ingegneria_dell-informa/16

Grazie,

Stefano Tazzi

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di Paolo Fanti

Lasciatemi raccontare una storia:

E’ di nuovo domenica sera e il Direttore Operations di una nota società di produzione meccanica emiliana prepara mentalmente la riunione della mattina seguente con i suoi collaboratori. Un film già visto? Certamente (anche su questi schermi). Ma è la soluzione originale a problemi sempre nuovi che sembra mancare…

Il Direttore allora ripensa all’incontro di Lunedi 28 gennaio 2013 organizzato da ModenaIn: una nuova occasione di “fitness management”, questa volta un allenamento specifico sulla competenza della “comunicazione”. Domattina incontrerà molte situazioni concrete da risolvere. Ad esempio persone e scadenze mai in accordo tra loro… Gli tornano in mente le parole di Francesco Rossi, manager di Praxi spa che ha condotto la serata: “saper comunicare: può fare la differenza?” e “la comunicazione è generativa della realtà!”.

Già… in aula sembrava tutto filare liscio, ma…  il nostro dirigente troverà il modo di far cambiare abitudini alla sua organizzazione e di cambiare le sue?

Quanti si ritrovano nella situazione narrata? Con tutta probabilità vi si sono riconosciuti tutti i partecipanti alla nuova puntata di Fitness Management di ModenaIN, ottimamente condotta dal citato Francesco Rossi (http://it.linkedin.com/in/francescorossipraxi) e Daniela Bisetti (http://it.linkedin.com/in/danielabisetti) che hanno avuto il merito, in modo competente e ricco di esperienza concreta, di accendere i riflettori su una delle competenze che determinano il vantaggio competitivo di un’azienda: saper gestire e orientare efficacemente i processi della comunicazione.

Due spunti di riflessione tra i tanti offerti dai relatori.
Il primo.
Come rappresentiamo spesso le nostre organizzazioni? Attraverso organigrammi? Eppure la nostra produttività quotidiana assomiglia molto di più ad una rete di relazioni. E le relazioni sono tracciate da unità di misura fondamentali: le conversazioni. La qualità dei risultati nel rapporto cliente-fornitore come l’efficacia degli obiettivi nella relazione capo-collaboratore dipendono strettamente dal processo comunicativo e dalla capacità di ottenere il meglio dalle conversazioni che si intrecciano in azienda. “Non possiamo non comunicare” ci ricorda Paul Watzlawick.

Il secondo spunto, molto concreto, citato dai nostri relatori facendo riferimento al mondo della pallavolo è stato dato da una citazione di Julio Velasco, ex-allenatore della nazionale: “Gli schiacciatori non parlano dell’alzata: la risolvono”. http://www.youtube.com/watch?v=5RXX-PiifXY

E voi: come vorreste usare la comunicazione per dare un contributo risolutivo nelle vostre aziende? Di quale allenamento sentite il bisogno?
Attendiamo i vostri “feedback”.
Buona comunicazione a tutti!

it.linkedin.com/pub/paolo-fanti/3/9b1/396

di Claudia Miani

Sono molto lieta di poter annunciare la sinergia tra ModenaIN e il Bologna Institute for Policy Research (BIPR) assieme alla Johns Hopkins University Paul H. Nitze School of Advanced International Studies Bologna Center (SAIS Bologna)  

http://legacy.jhubc.it/HOME/

Con due mission vicine e complementari: “fare da ponte tra il mondo accademico anglosassone e il territorio locale” da un lato e “fare da ponte tra i vari attori del territorio locale” dall’altro, abbiamo deciso di collaborare e promuovere insieme un nuovo tipo di “baratto intellettuale”, quello cross-culturale!

La collaborazione si configurerà come segue:

 gli iscritti di ModenaIN potranno partecipare alla serie di seminari tematici in lingua inglese che si svolgono in BIPR ogni lunedì e giovedì dalle h. 18.30 alle h.20.00presso la sede di Via Belmeloro, 11 a Bologna (Penthouse room – 4^ piano), secondo il calendario condiviso con  ModenaIN mensilmente e disponibile sul sito di SAIS Bologna

– gli iscritti di ModenaIN potranno inoltre partecipare anche ai seminari che formalmente non sono patrocinati da ModenaIN

– durante l’ aperitivo pre-seminario (h. 18.00 circa) presso la caffetteria del Bologna Center i partecipanti avranno a disposizione lo speaker della serata nonchè il docente JHU che lo ospita

– quando possibile JHU fornirà in anticipo ai partecipanti di ModenaIN il materiale relativo alle presentazioni che, unitamente al report del seminario, sarà poi accessibile sulla pagina web di BIPR alla sezione “Seminar Reports” a partire dalla settimana successiva al seminario di riferimento

 ModenaIN sarà onorata di ospitare gli studenti e gli accademici della Johns Hopkins University alle proprie iniziative, dando loro l’opportunità di migliorare la lingua italiana e consolidare le relazioni e il network con il territorio, creando così opportunità di scambio “vero” a livello internazionale.

Moderatrice e persona di riferimento sarà Silvia Arcangeli.

Il ciclo di seminari del 2° semestre ripartirà il 7 Feb 2013: si sta definendo il calendario.

Nel frattempo vorremmo raccogliere i vostri feedback su questa nuova iniziativa: scriveteci sul gruppo di Linkedin, sul blog, su Facebook o Twitter (hashtag #MOINSAIS)

E per restare in tema

We wish you a Merry Christmas and a Happy New Year ! 

Claudia Miani

21.12.12

Siamo a fine 2012 ed è tempo di bilanci complessivi e di progetti per il nuovo anno: forse è per questo che abbiamo voluto chiudere l’anno alzando l’attenzione anche su un tema che come community non abbiamo mai toccato: il bilancio del ruolo delle donne in azienda.

Il 30 novembre come EmiliaIN  siamo stati ospitati da Alma Graduate School per confrontarci con un tavolo di donne che rappresentano ognuna un punto di vista differente sul tema.

Rosa Maria Amorevole, Consigliera di Parità per l’Emilia Romagna, ci ha portato uno spaccato di considerazioni dal punto di vista istituzionale.

Il suo ruolo, poco conosciuto ai più, è quello di mediare nelle imprese quando si creano situazioni di conflitto e di discriminazione.

Parla di mediazione perché in effetti il conflitto non porta mai a nulla di costruttivo. Non sapevo che ci fosse questo ruolo e questo intervento e l’ho trovato molto interessante. Bello soprattutto scoprire che le Consigliere di Parità scendono in campo a misurarsi con imprese e dipendenti e non guardano i problemi dall’11° piano di un bel palazzo di vetro commissionando analisi come qualcuno potrebbe pensare.

Molto interessante il tema che ha aperto sulle quote rosa nei CDA aziendali: una legge oggi infatti impone che il 20% dei consiglieri siano di sesso femminile.

Durante la serata questo tema ha suscitato posizioni contrastanti tra le altre relatrici: chi contro per principio… perché i ruoli e le posizioni vanno riconosciute per meritocrazia.. chi, seppure sia concorde, sottolinea che questi cambiamenti se non vengono un po’ “spinti” rischiano di avvenire dopo decenni dall’avvio.

Rosa Amorevole ha però lanciato un’interessante provocazione al riguardo: il CdA è un organo con responsabilità certo ma il 20% non è un elemento influenzatore se non viene realmente accettato e valorizzato dal gruppo. Sarebbe molto più interessante se venisse imposta una quota rosa nei Collegi Sindacali: lì si che veramente si trova il potere di controllo e gli incarichi sono oggi monopolio di una rosa ristretta di professionisti. Inoltre, mentre nel CdA gli incarichi possono anche essere prestati senza compenso, il Collegio Sindacale è sempre a pagamento quindi questa posizione avrebbe un significato differente.

Accanto a lei è intervenuta Monica Monti – direttore del master MBA di Alma Graduate – che ha subito riportato dati per me inaspettati. Abbiamo parlato infatti del tasso di partecipazione femminile ai master: a fronte di un tasso che oscilla dal 50 al 77% di partecipazione femminile nei master post laurea, il dato crolla al 6-4% per i master executives rivolto ai lavoratori.

Ne ho parlato nei giorni successivi all’evento con il direttore risorse umane di un’importante gruppo modenese… ed il suo commento è stato assolutamente in linea con quello emerso all’evento “purtroppo nelle posizioni apicali che accedono ai master, la presenza femminile è ancora molto ristretta”.

Già è proprio questo uno dei punti salienti della serata: le donne ancora non sono riconosciute come parte dell’elite decisionale.

A questo punto però era importante ascoltare anche una testimonianza in controtendenza ed ecco salire sul palco Annalisa Malfatti che a 32 anni era già dirigente in TRE.

La sua storia parla di conquista sul campo, di successi e oggi è dirigente in una grande azienda che opera nell’industria cartaria.

5000 dipendenti, 67 dirigenti… 66 uomini e lei: donna che però oggi viene considerata “uno del branco”. Già perché se conquisti la fiducia, una volta che fai parte dell’elite dei decisori non sei più in discussione. Scusatemi se mi prendo la “licenza poetica” di parlare di branco ma un po’ la sensazione che ho provato è questa.. e alla fine della serata mi sono chiesta tra me e me “ma questa chiusura nei nostri confronti è perché non ci ritengono all’altezza o perché hanno paura di confrontarsi con una spinta al cambiamento?”

Dico questo non perché penso che “noi” donne siamo più brave o superiori… siamo semplicemente diverse: per noi il lavoro è una componente importante della vita ma forse il nostro retaggio ci porta prima o poi a metterlo su un piano di equilibrio con la vita privata.

Un uomo, suo malgrado, spesso sente il carico e il dovere di essere colui che procura il sostentamento alla famiglia per cui il lavoro, come un tempo il ruolo del cacciatore, è un ambito in cui si identifica completamente.

Per questo mi chiedo se forse non sia la paura del cambiamento a frenare l’ascesa femminile.. già perché si è parlato anche dell’equilibrio tra lavoro e vita privata.. tra maternità e paternità.

E se le donne alla fine riuscissero a risvegliare la parte più “casalinga” dell’uomo? Il desiderio di seguire la crescita del figlio con un impegno più ampio dell’ora serale e del week end?

Cosa succederebbe? Si dovrebbe forse ammettere che è possibile vivere diversamente? Dopotutto i movimenti Slow, il downgrading, tutte le forme di fuga da questa società non hanno un’origine economica bensì la qualità di una vita.

Già perché troppo spesso i nostri ritmi ci portano a non vivere, a comportarci come un criceto che in una gabbia di lusso corre per raggiungere risultati che altri hanno posto.. con assicelle sempre più alte.

Non è sempre così… ma spesso se si vuole far carriera bisogna entrare in questi meccanismi.

Durante la serata si è infatti anche parlato della sempre crescente esigenza di conciliare vita privata e lavoro.

Claudia Gatta – imprenditrice, ricercatrice e rappresentante delle Donne Dirigenti Cooperative di Confcooperative  – ha citato una ricerca sviluppata dalla sua società che in tre anni ha raccolto dati in merito…. Non con poca fatica visto che sono riusciti a creare gruppi di lavoro all’interno del mondo Cooperativo per effettuare queste ricerche… un mondo caratterizzato da un’età media alta (i giovani sono i quarantenni ed i senior hanno spesso superato l’età pensionabile) e da ruoli in settori storicamente maschili.

Oggi sempre più spesso le imprese sono chiamate a porsi questo problema e l’esempio più semplice da portare è proprio quello della maternità e della paternità che anche in Italia sta pian piano trovando spazio.

Anche Gloria Trevisani – imprenditrice  modenese e membro del comitato Impresa Donna di CNA – ha raccontato la sua esperienza di conciliazione.

“Beh, io ho dovuto affrontare subito il problema in prima persona: a tre anni dalla fondazione della mia azienda ho deciso di avere un figlio, per cui in fase di pieno start up”. Oggi la sua azienda, con un’alta presenza femminile, ha trovato un modello di flessibilità, inserendo  anche il lavoro a distanza, che permette alle sue collaboratrici di dare il massimo all’azienda e di riuscire comunque a viversi la famiglia e gli impegni.

Già perché nessuno di noi si domanda quanto possa calare l’attenzione e la produttività per un genitore che deve pensare ai tempi stretti per recuperare il figlio al doposcuola.

“Vero, ma se io permetto ad un dipendente di organizzarsi con flessibilità, mi trovo in un attimo ad avere una persona focalizzata ai suoi obiettivi per tutto il tempo in cui sta in azienda, fidelizzato e che influenza quindi positivamente il clima!”

Parlo volutamente usando un temine generico senza riferimento al genere, in quanto credo profondamente che questo tipo di preoccupazioni ed impegni privati e lavorativi siano comuni, oggi come oggi, tanto alle donne quanto agli uomini.

E’ proprio su questo pensiero che, dopo il delizioso buffet organizzato dalla Locanda del Tortellino di Castelfranco Emilia – oramai nostro partner fedele,  un gruppo di partecipanti ha lanciato il desiderio di proseguire con questi incontri di approfondimento.

Unica richiesta, anche dalla platea maschile, nei prossimi appuntamenti portiamo anche testimonianze al maschile!. perciò presto avrete di nuovo nostre notizie!ImageImage

Questo è il titolo del seminario organizzato dal Project Management Institute, partner di ModenaIN, al quale ho partecipato il 15 Novembre 2012 a Bologna.  Ospite di Alma Graduate School, il PMI ha voluto suggerire una risposta al tema con approcci e strumenti utili per far fronte alle esigenze in arrivo da un mercato sempre più competitivo. Sono intervenuti Gianmarco Antonelli, Francesco Iannice, Gaetano Mazzanti e Daniele Sgarbi.

Il mercato richiede oggi di portare l’incertezza anche all’interno del processo di sviluppo richiedendo, durante l’avanzamento del progetto, da un lato anticipazioni utili alle altre componenti aziendali ed al cliente e dall’altro di rimandare le decisioni critiche il più tardi possibile, per elevare il grado di flessibilità del processo stesso ed in definitiva migliorarne le probabilità di successo.
Il focus delle aziende innovative si sposta dunque sugli aspetti soft delle organizzazioni, cioè persone e comportamenti e quindi occorrono nuovi metodi e strumenti
Si pone più importanza sull’avanzamento continuo in piccoli passi dei progetti, aumentando la diffusione tra i vari enti della conoscenza generata in fase di sviluppo.

L’evento ha dato poi spazio a due case history.

Una legato alla progettazione di complesse linee di packaging realizzate dalla Sidel, gruppo Tetrapak, dove il valore aggiunto portato dai metodi AGILE sta nell’aiutare la suddivisione modulare del progetto e nel coordinamento del concurrent engineering.
Un’altra legata alla progettazione di prodotti personalizzati realizzati dalla Brevini Power Transmission di Reggio Emilia, che pone  alla base della sua competitività la rapidità e la affidabilità delle soluzioni progettuali.

In entrambi casi e’ apparso chiaro che il fattore chiave del successo non sta nella puntuale introduzione dei tools, ma nel replicare gli effetti attesi, cioè nella proattività e partecipazione del team.

Le aziende che, come la Brevini, hanno deciso di porre al centro della propria strategia il processo di sviluppo e personalizzazione prodotti, non possono non introdurre innovazioni organizzative ispirate ai modelli organizzativi più attuali, come quelli presentati in questo seminario.  L’avvicinamento ai metodi AGILE è avvenuto nel 2011 grazie ad un seminario al quale ho partecipato, organizzato da ModenaIN e condotto da Gaetano Mazzanti, ora coach in Brevini. Il cambiamento nel caso della Brevini è stato favorito dall’attitudine al cambiamento costruito dal management nel corso degli ultimi anni, con l’obiettivo di un maggior coinvolgimento della base aziendale.

Al centro del miglioramento della comunicazione c’e’ ad esempio il visible planning. Lo strumento del tabellone permette allo stesso tempo condivisione e aggiornamento continuo, dettaglio e completezza pur in un regime di semplificazione, necessario alla rappresentazione. Altro elemento indotto e’ la possibilità di costruire il planning con il team a supporto o ancor meglio ad integrazione del lavoro del Project Manager.

Il successo del progetto rimane comunque nelle mani delle competenze dei singoli che vanno quindi stimolati in modo proattivo a produrre un alto livello di Problem Solving. Diventa fondamentale sviluppare sempre più la capacità di valutare nuovi scenari e fare nuove stime per potersi adattare più facilmente.

Virgilio Becucci, manager di Brevini Power Transmission

www.festivalgreeneconomydistretto.it

C’era molta visione green, un po’ di pragmatismo e notevole sfida tecnologica nei team che si sono alternati sul palco nella finale dell’Innovaday GreenTech 2011, evento organizzato da Democenter Sipe, che si è tenuto presso il Festival Green Economy di Distretto a Fiorano Modenese. Alcuni team di innovatori erano progettisti, altri vere e proprie società start-up, tutti desiderosi di trovare sostenitori per le proprie idee, partners e finanziatori per proseguire.

Ero in giuria, con il compito di dare tre voti per ogni gruppo, uno al contenuto di innovazione, uno al team e uno al piano finanziario. Alcuni progetti mi hanno colpito in particolare.

Film4Sun, una spin-off di Parma, porta il futuro in casa. Ha studiato persiane fotovoltaiche che utilizzano direttamente l’energia generata per alimentare gli elettrodomestici dello stesso appartamento o ufficio. Dato che non necessita di accumulatori o inverter, abbatte dal 30 al 50% dei costi degli attuali impianti fotovoltaici. Inoltre, il sistema è dotato di interfacia elettronica che permette il collegamento plug&play dell’apparecchiatura elettrica da alimentare. Si salta così il collegamento alla rete elettrica!

Chi nella bicicletta crede veramente e punta a facilitarne l’uso in città sono Bike Messengers e Snark. Ragazzi che in prima persona testano le proprie idee di servizio per la cittadinanza e le aziende. Snark propone di rendere la bicicletta di ogni persona che aderisce al progetto utilizzabile da tutti, grazie ad un sistema di geolocalizzazione delle biciclette, che arriva sul proprio smart phone. In altre parole è un bike-sharing tra privati, che non passa dal Comune, ma che al contrario vede il parco biciclette comunale potenzialmente rientrare nello scambio. E con un ritorno economico per ogni “noleggiatore”. Chissà se sarà più veloce l’Olanda o l’Italia ad adottare questo servizio, dato che Snark è partita in parallelo sui due Paesi.

I tre giovani di Bike Messenger non hanno puntato sull’innovazione totale: il servizio di corriere su bicicletta esiste in alcune città italiane da qualche anno, in Germania da più di venti. Però mirano ad introdurlo a Modena, territorio ancora vergine, e a destinarlo non solo alle aziende, ma anche ai cittadini. Lo hanno arricchito di altri servizi collaterali, come ad esempio la consegna della spesa della grande distribuzione ai privati cittadini, anziani in primis. I Bike Messengers possono trasportare velocemente, superando il traffico cittadino, da documenti a borse e pacchi di media dimensione, con costi minimi per ogni corsa e un sistema di geolocalizzazione su chiamata via sms e smart phone. I ragazzi hanno già il piede sul pedale…

Si possono contattare i progettisti e le start-up tramite Democenter Sipe INNOVADAY@DEMOCENTERSIPE.IT

Tel. 059 2058150

Il Festival Green Economy di Distretto continua fino a Domenica 9 Ottobre 2011 a Fiorano Modenese.

www.festivalgreeneconomydistretto.it

Beatrice Sangiorgi

Davvero frizzante la serata di giovedì 30 giugno, organizzata da Modena In. In realtà, questa volta l’evento ha visto il coinvolgimento dei Club In di tutta l’Emilia (Parma, la nascente Reggio…) e, quindi, Reggio Emilia si poneva come baricentro dell’asse tra Piacenza e la Romagna. Siamo stati ospiti del Circolo Tennis, che ci ha deliziati con aperitivo e cena a base di pesce e carne. E veniamo alla cena, dove arriva il bello!

Sapevo che il format della serata prevedeva il cambio di tavolo per ogni portata, ma non immaginavo che sarebbe stato così divertente. Soprattutto perchè il tema del tavolo a me assegnato l’ho saputo sul posto. E così pure i commensali…in un ordine casuale molto stimolante che ha fatto sì che abbia dialogato a turno con 3 relatori differenti, assaggiato una pappardella ai frutti di mare insieme ad 8 persone, gustato un branzino salmonato (mi pareva salmone…), terminato con il dessert finale in un altro tavolo ancora con altre 8 persone differenti. Cioè, dei 4 tavoli tematici, che ho scelto in occasione di prenotazione, mi sarei seduta solo (si fa per dire) in 3.

Per sensibilità professionale, ho scelto temi relativi alla motivazione in azienda, alle Risorse Umane e al rinascimento territoriale grazie alle imprese locali.

Negli altri tavoli si parlava di Social Network in tutte le sue forme (marketing, relazioni umane, business), energie alternative, innovazione, Business Angel, solo per citare alcuni temi. Ho trovato molto creativo inoltre il fatto che ogni tavola ero denominato con il nome di una città in cui si svolge un campionato di tennis. Insomma, una bellissima serata che mi ha permesso, come sempre negli eventi di Modena In, di spaziare con la mente e di conoscere diverse persone interessanti, che hanno delle cose da dire.

Alessandra Montelli