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L’iniziativa lanciata insieme all’Unione Italiana Ciechi raccontata dai media on line.

Ecco i primi articoli usciti su Bologna 2000 ma anche Modena2000, Reggio2000 e Sassuolo 2000.

E’ on line il nuovo sito del nostro gruppo: gli eventi, i nuovi progetti, i dettagli sui partner che stanno lavorando dietro alle quinte… tutto questo e molto di più direttamente on line.

Il blog rimarrà come punto di riferimento per i redazionali degli eventi scritti senza filtro dai partecipanti, per gli articoli di Piero Formica e per ogni altra notizia che vorremo riportare in modo informale!

Sul sito invece saranno pubblicate le informazioni sui progetti, le convenzioni, i video degli eventi…. e tutto quanto legato alle iniziative promosse dagli iscritti del gruppo!

 

 

Giovedì 3 dicembre per la prima volta i gruppi di tre province emiliane si sono trovati insieme per condividere idee, contatti e scambiare alcuni stimoli con i protagonisti della serata.

La serata è iniziata alle 19,15 presso il Ramada Hotel dove siamo stati accolti da uno splendido aperitivo che ha valorizzato i prodotti del nostro territorio offerti dalle aziende che hanno sposato il nostro progetto:

Ricottina fresca e Parmigiano Reggiano del Caseificio Pelloni che abbiamo gustato con l’Aceto Balsamico di Fiorini 1919, il Prosciutto dolce di Parma del Prosciuttificio Leporati e infine i vini della Cantina di Sorbara.

Il tutto ha aiutato a scaldare l’armosfera e prepararci ad iniziare la serata!

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testata

Abbiamo sempre parlato di Valori nel Business, riscoprire l’Etica, condivisione, collaborazione, scambio di esperienze. Abbiamo sempre detto che volevamo essere diversi, fuori dagli schemi… e abbiamo parlato di valorizzare il territorio e le sue aziende

“Tutte belle parole” avrà pensato qualcuno… “Scrivono tutti così” avrà concluso qualcun’altro.

“Forse” dico io. Ma forse no!

Ecco perchè abbiamo iniziato un percorso che unisca Business & Etica in modo concreto, tangibile, alla portata di tutti!

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Redazionale del primo evento InterClubIn a cura di Giuseppe Coli.

Circa un mese fa Anna annunciò il primo evento interclubIN con un tema accattivante
ed un partner oramai conosciuto come DiVino Scrivere lanciando il format DiVino Scrivere Tour
in una località distante, tra il Verbano l’ Orta e la val Sesia.

Far parte del network ClubIn vuol dire anche questo: la possibilità di
partecipare ad iniziative congiunte che permettano di entrare in contatto
con i soci degli altri business group, in modo piacevole e sempre
all’insegna dell’informalità che ci caratterizza…
” così scrisse Anna.

Un viaggio più breve del previsto (o forse più veloce) che dà modo a persone
che non si conoscono di fiutarsi, di scambiarsi i segni del proprio
linguaggio, di rodare la breve convivenza delle ore a seguire. Un arrivo al
primo buio con l’ auto lasciata in un campo umido ma non fangoso, il profilo
del castello intravisto nella luce dei lampioni, poi si entra…

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IL LINGUAGGIO di Internet, inaugurato al Cern di Ginevra nel1989, e la sua evoluzione fino alWeb2.0, termine coniato nel 1999 daDarcyDiNucci nel suo articolo “Il futuroframmentato”, hanno fatto fiorire nuove forme comunitarie: le reti sociali, motori delle innovazioni nel 21mo secolo accesi dagli internauti del ciberspazio.

Oggi la comunità che frequenta la piazza di Internet è scossa da aggressioni alle persone. Minacce di morte al primo ministro italiano hanno coinvolto il sito di Facebook. Sui giovani internauti che navigano nel mare delle reti sociali incombono gli attacchi dei predatori sessuali. Eppure, La nuova civiltà rinascimentale che sta sorgendo dalla rete ha forti anticorpi per alzare alte barriere contro il diffondersi di conflitti ed epidemie sociali i cui virus sono coltivati in vitro nei laboratori delle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Nel nostro paese, l’avanguardia del nuovo rinascimento sociale fiorisce proprio nelle reti costruite da LinkedIn, Facebook e altri operatori nel mondo Web 2.0. Comunità di pratiche professionali nella gestione di piccole emedie imprese come ModenaIn nell’ambito della Federazione ClubIn (www.clubin.biz) e Fior di Risorse (www.fiordirisorse.eu) in Centro Italia organizzano incontri di socializzazione che sono occasioni per dar voce ai propri pensieri e spazio ai propri interessi, per confronti senza barriere, per raccogliere e scambiarsi idee, progetti e opportunità imprenditoriali e lavorative. Coloro che condividono, moltiplicano.

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Ecco la consueta rassegna stampa uscita sulla Cena al Buio del 23 ottobre 2009.

Gazzetta di Modena, 23-10-09, “Una cena al buio per capire i non vedenti”

 Trasferta bolognese per gli iscritti di ModenaIn, che questa sera si ritroveranno all’Istituto Francesco Cavazza di Bologna per una “cena al buio”. Fondato nel 1881, questo istituto svolge un ruolo fondamentale nell’istruzione dei non vedenti italiani e apre le porte all’evento organizzato da ModenaIn perché riconosce il forte valore formativo dell’iniziativa. Professionisti e manager modenesi saranno guidati nel mondo dei non vedenti sperimentando diverse situazioni vissute quotidianamente da un cieco e sviluppando una maggior sensibilità nei confronti di questa realtà. (m.ped.)

Gazzetta di Modena

ModenaIN: Cena al buio all’Istituto Cavazza di Bologna
 
(Modena, 22 ottobre 2009) Trasferta bolognese per gli iscritti di ModenaIN, che domani si ritroveranno all’Istituto Francesco Cavazza di Bologna per una Cena al Buio. Fondato nel 1881, l’Istituto svolge un ruolo fondamentale nell’istruzione dei non vedenti italiani e apre le porte all’evento organizzato da ModenaIN perché riconosce il forte valore formativo dell’iniziativa. Professionisti e manager modenesi saranno guidati nel mondo dei non vedenti sperimentando diverse situazioni vissute quotidianamente da un cieco e sviluppando una maggior sensibilità nei confronti di questa realtà. Potranno così portare in azienda metodologie nuove legate al problem solving, al lavoro di squadra e al superamento dei preconcetti. “Il buio ci permetterà di slegarci dall’uso della vista, che è il nostro senso guida ma anche il senso che offusca l’uso degli altri – commenta Anna Piacentini, coordinatrice di ModenaIN – e di lavorare sulle dinamiche della relazione di gruppo sviluppata senza alcuni degli elementi della comunicazione non verbale che spesso la guidano e la condizionano”. Per il suo valore sociale l’evento ha ottenuto il patrocinio del Lions Club Genova Balilla 1746 e per la sua creatività ha ricevuto il riconoscimento dalla DG – Direzione Generale Istruzione e Cultura, una delle 36 Direzioni Generali che compongono la Commissione Europea. L’appuntamento, a iscrizione obbligatoria, è il 23 ottobre alle 19.30 presso l’Istituto Francesco Cavazza di Bologna (via Castiglione, 71).

Via Emilia Affari

 

Ufficio Stampa ModenaIn a cura di Fruitecom

Venerdì 23 ottobre 2009 abbiamo fatto la prima Cena al Buio del gruppo ModenaIn: è stata una serata “magica” per l’atmosfera che si è creata.

Non eravamo in un ristorante, non eravamo nemmeno in un albergo 4 stelleeravamo ospiti di un’Istituto che si occupa di formare ragazzi ciechi,  e che per qualche ora ci ha permesso di varcare la soglia del buio avendo come angelo custode di questo viaggio un ragazzo o una ragazza non vedente.

Tutto questo è stato possibile grazie al CTC di Bologna che mi ha permesso di entrare in contatto con il direttore Egidio e con Fabrizio: due persone uniche  che insieme hanno ideato “Dimensione Buio” ovvero un ambientazione completamente oscurata per accoglierci e permetterci di fare questa esperienza che ci ha regalato molto dal punto di vista personale e che ci ha permesso anche di capire quanto cambi la relazione quando non abbiamo le barriere poste dalla vista, dal ruolo e dall’ambiente che ci circonda.

La serata si è aperta con la presentazione del Club Balilla 1746 che da Genova ci ha portato i valori dei Lions Club fondati sull’aiuto reciproco, sull’etica e legati al mondo della cecità da oltre un secolo ovvero da quando una ragazza cieca ha portato in una delle loro sedi il messaggio di quanto si possa essere forti nonostante la mancanza della vista.

E così il cerimoniere del Club, accompagnato dal vino Curtis in Lama offerto dalla cantina Fiorini 1919, ci ha accompagnato al momento dell’ingresso nella sala della cena…. dove tutto ha preso corpo.

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Venti paesi, l’85% dell’economia mondiale, si sono ritrovati a Pittsburgh per il Summit del 24-25 settembre. Al centro dei lavori del G20, una ripresa economica equilibrata e sostenibile. Sul consesso hanno pesato i macigni del deficit e del debito pubblico. Per l’insieme dei 20 grandi, il disavanzo salirà dall’1,1% del PIL pre-crisi al 6,9% nel 2010 quando il debito dovrebbe attestarsi al 110% del PIL contro l’80% nel 2007. Suscita allora timore che il risparmio globale possa essere utilizzato per mantenere i governi solventi, piuttosto che per finanziare nuovi investimenti produttivi. La Cina si è presentata con la credenziale di seconda economia più grande al mondo: rango che si accinge a conquistare l’anno prossimo. L’interrogativo non sciolto dal Summit è se dalla vetta raggiunta il gigante asiatico possa continuare a crescere con le esportazioni, oppure se d’ora in avanti non debbano essere gli Stati Uniti a “fare i cinesi” riversando sull’estero prodotti e servizi nel tentativo di assorbire gli ingenti debiti pubblici e privati accumulati negli anni ruggenti dell’euforia finanziaria. I leader riuniti a Pittsburgh hanno convenuto sulla riduzione in corso negli squilibri mondiali. Il deficit americano con l’estero, che aveva toccato quota 6% rispetto al PIL, si è dimezzato al 3%, mentre il surplus cinese, già sceso dall’11 al 9,8% del PIL, dovrebbe ulteriormente contrarsi. Tuttavia, il cammino verso il riequilibrio è ancora lungo e costellato di trabocchetti. La più pericolosa resta la trappola del protezionismo. A Pittsburgh la Cina ha messo in mostra nervi tesi a seguito della decisione di Obama di alzare le tariffe sull’import di pneumatici cinesi. Non meno tesa è apparsa la muscolatura della potenza americana a fronte della reticenza cinese a mettere sul tavolo del confronto l’apprezzamento del renbimbi in un sistema monetario internazionale ancora agganciato al dollaro.

 

Il Summit lascia il volto del G20 con uno sguardo strabico. Per un verso, un occhio è rivolto al risanamento della finanza globale e l’altro alla ripresa dell’economia mondiale. C’è poi chi (Cina, India e altri paesi emergenti) guarda il futuro dell’ordine mondiale con la lente di un sistema multipolare dominato dalle forze centrifughe della concorrenza tra contrastanti interessi nazionali e chi invece in l’Occidente vorrebbe, con Obama, un mondo interpolare in cui la cooperazione planetaria prevalga sugli egoismi nazionali.

Barbara Brandoli, nostra guida nella scoperta del DiVino Scrivere Tour, ha voluto darci qualche chiave di lettura in più della serata e dei vini che hanno accompagnato il networking time.

 

ModenaIn Jazz:  quando il network , la musica e il vino sanno essere strumenti della stessa orchestra.

Eccomi qui, dopo poche ore dal bellissimo evento ModenaIn Jazz, ancora con i volti delle persone impresse nella mente, le strette di mano, i sorrisi e le note musicali a far da colonna sonora al ricordo, vi racconto dei due vini degustati ieri sera che sono stati offerti dall’Azienda Vinicola Fiorini di Ganaceto: il Curtis in Lama Spumante Brut Rosè e lo Spazzavento, Pignoletto.

Una “nuova musica” è anche quella che si può percepire degustando un calice di Curtis in Lama, uno splendido Spumante Brut Rosè prodotto dalla Casa Vinicola Fiorini di Ganaceto. Alberto e Cristina partono da un forte legame con il territorio (l’antica Curtis, corte medioevale Estense dove si era soliti ritrovarsi per i banchetti) che imprimono con determinazione nell’etichetta del loro vino, come a voler fugare ogni dubbio sulla provenienza delle loro uve: le colline modenesi. Il Lambrusco di Sorbara dona a questo Spumante Brut Rosè l’impronta forte del territorio e la percentuale di Pinot Nero con il quale viene vinificato, aggiunge non solo corpo e struttura ma anche una sorprendente eleganza. “Una nuova musica”, un modo nuovo di comunicare le tradizioni di una terra antica e carica di storia come quella modenese che si unisce al desiderio di un vino nuovo che Alberto e Cristina chiamano “La Nostra Cuveè” e che, come il migliore dei brani jazz ha saputo lasciarsi contaminare senza perdere la propria identità unendo un componente al coro accrescendo così la qualità del risultato finale. Il perlage è fine e le bollicine che si rincorrono nel calice non possono non far pensare alle note musicali, è un vino che ha in sé una sua armonia e che non riserva però di sorprenderti con quella giusta acidità quasi a volerti ricordare che è il frutto di una lunga ricerca, di un lavoro al quale bisogna porre la legittima attenzione se si vuole ascoltare l’intero concerto e non semplicemente fermarsi alle prime note. Il Curtis in Lama è assolutamente un vino Jazz, per la sua etichettamusicalità, per l’effervescenza, per i profumi accattivanti che passano dalla viola al melograno e per l’eleganza al palato che lo rendono non un semplice interprete del concerto ma un’orchestra di sensazioni ed emozioni uniche. Il secondo vino proposto in degustazione è il Pignoletto frizzante Doc Colli Bolognesi “Spazzavento” che è la prima etichetta del  nuovo progetto “Torre dei Nanni”, azienda e terreni che Fiorini ha da poco acquistato tra le provincie di Modena e Bologna, zona altamente vocata per questa tipologia di vitigno. Il Pignoletto “Spazzavento” si presenta con un bel colore giallo paglierino brillante e colpisce per i profumi di frutta gialla e mela golden molto fini e ben percepibili. Un bel corredo olfattivo che viene accompagnato da una bella vivacità e freschezza al palato. Armonico e ben strutturato, si può benissimo abbinare ad un Parmigiano Reggiano giovane, la freschezza gli permette di poter sostenere anche salumi della nostra tradizione quali mortadella ed è perfetto con le torte salate.

Entrambi i vini sono il frutto della passione per il territorio, del rispetto delle tradizioni che da tre generazioni fa della famiglia Fiorini un punto di riferimento per chiunque voglia approfondire la conoscenza della nostra cultura enologica passando attraverso vini da uve autoctone sapientemente valorizzate.

Sito web dell’azienda: www.fiorini1919.com

 

Barbara Brandoli

Presidente Ass. Culturale Divino Scrivere.

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